Immaginatevi con dei jeans larghi levis ed un blazer oversize addosso. Siete per strada in una Casarano piena di Fiat Panda, Lancia Delta e motorini Piaggio Ciao e Sì, dettaglio che ti rimane impresso molti di questi portano lo stampino di una pantera.
In un bar vicino una radio suona “People from Ibiza” di Sandy Marton.
È il1984 e la vostra attenzione va su un’edicola vicina. All’entrata i titoli di giornale…ce n’è uno che cattura subito la tua attenzione: non un pentito siciliano che inizia a parlare, non la morte di un segretario del PCI, ma il Casarano Calcio: “Una B per 20.000 abitanti”.
La macchina del tempo ti trasporta di nuovo via. Ora dalla stessa radio radio passano i Guns ‘n roses.
Ti si affianca un ragazzino con jeans strappati maglietta dei Nirvana e sciarpa con su scritto Metal Kaos. Ti chiede se hai visto l’ultimo gol di un certo Miccoli. Ritorni a leggere i titoli dei giornali, anche loro cambiati: pare sia crollata l’Unione sovietica e che a Bari siano sbarcati gli Albanesi, ma tutti insieme a te sono intenti a leggere un’altra B.
La macchina del tempo corre ancora. Sei ritornato nella tua stanza da fuorisede di Roma. Scrolli il telefono e un Filograna diverso sembra dire proprio a te che sogna la B accanto ad un imbarazzato mister Di Bari.
Ti viene da pensare che è il destino della tua comunità quello di inseguire un sogno alla Davide e Golia, per un paese per cui quella B oggi è il sogno di poco più di 19.000 abitanti.
Immagini sia il destino del casaranese di generazione in generazione: inseguire questo sogno erotico per quanto eretico, quello di una categoria che tutto ontologicamente gli dice non essere la sua dimensione. Un po’ come il calabrone che non può volare ma non sapendolo vola lo stesso.
‘84 prima, ‘91 poi. Ogni generazione ha accarezzato questo sogno. Ma la storia sembrava aver saltato la tua di generazione. Perché gli anni ‘00 in cui hai conosciuto i gradoni del Capozza, e gli anni ‘10 in cui ci hai speso la tua adolescenza sono stati quelli del limbo calcistico. E in quel limbo hai costruito questa Delorean per tornare indietro nel tempo, guardare il passato.
Ma oggi è il 2026. Filograna parla di B.
La macchina del tempo è parcheggiata in garage.
Puoi guardare al futuro: quella stronza irraggiungibile vestita di rossazzurro.
Gabriele Danese

