Che cosa strana la mente umana!
Ieri parlando con amici affermavo, senza remore o rimorsi, che avrei firmato per un pareggio.
E guardavo a questo scenario con l’entusiasmo delle grandi imprese: riuscire a bloccare sulla X una corazzata come quella della salernitana.
Ma poi c’è il campo, c’è l’aria delle grandi occasioni.
C’è un miracolo che prende forma sotto lo sguardo di un pubblico del Capozza che sul 2-1, proprio nel momento di massima espressione di una Salernitana costretta a inseguire, guarda i nuvoloni che si addensano sul campo di gioco come se fosse un cielo terso.
L’impegno dei ragazzi, le volate di Caiazzo, le incursioni di Malcore…I cori di una nord che ci crede ogni momento un po’ di più non possono che sovraccaricare le sinapsi di quella zona del cervello che è il sistema limbico: l’area delle emozioni…meno tecnicamente il cuore.
Quell’area del nostro cervello che paradossalmente mette in stand by il lobo frontale, quello della razionalità, che il giorno prima ti faceva firmare per il pareggio e al quale, al 97’, sei costretto ad arrenderti. Arrenderti alla consapevolezza di avere piegato una corazzata che sembrava, in uno strano transfert, la matricola di fronte alla matricola effettiva; quella che ti fa urlare “orgogliosi di voi” ai ragazzi che ti hanno fatto vivere un sogno.
Ma tra una settimana tornerà l’area limbica…quella che ti farà gridare “all’assalto!”
Gabriele Danese

