Sta c…o di serie C

E se…
È inutile negarlo. La testa corre da tempo in avanti.
Corre dopo ogni partita più veloce.
Ogni tocco di palla di Nicola, ogni incursione rapace in aria di rigore di Giancarlo…la testa corre in avanti, e guarda indietro.
Si canta che da bambini vedevamo “gli squadroni giocare a Casarà”.
Lo canterò anch’io quando ritornerò su quei gradoni il 17 aprile. La verità è che la serie C me l’hanno solo raccontata. Mio nonno, mio padre.

E io li guardavo con occhi sognanti, e imparavo i vecchi cori, e consumavo i video delle coreografie.
Poi l’eccellenza, i Novoli, le Avetrane, i pianti e il freddo nelle domeniche piovose di inverno. Ma la pioggia non può durare per sempre.

E adesso che, come ad Ugento, l’altro giorno, compare l’arcobaleno…non riesco a biasimare la mia testa che corre e che sogna il sole.
Anche se non dovrebbe, anche se il nostro cammino di redenzione non è ancora giunto al termine e non siamo ancora usciti a riveder le stelle.
La mente guarda indietro e corre in avanti, anche se c’è ancora da sudare.

Perché in fondo a noi Casaranesi, ovunque siamo nel mondo, è la laboriosità che ci caratterizza.

L’umiltà del duro lavoro, pensando al presente, mentre si guarda al domani; per trasformare, col sudore della fronte, i sogni in obiettivi, e gli obbiettivi in traguardi.
E per farlo c’è ancora da sudare…
Perché l’aspetto da vent’anni sta cazzo di Serie C

Gabriele Danese