Cosa resta di Matera-Casarano? Della rimonta acciuffata allo scadere in uno stadio verde di bile per il rosicamento?
Rimangono sicuramente i miei sproloqui volgari e irriverenti rivolti al mio conquilino di Andria, reo di aver gufato per tutta la partita. Ma, al di là del riferimento autobiografico, resta la goduria collettiva, e soprattutto i 3 punti.
3 punti fondamentali, sia perché smuovono la classifica, sia perché i primi di 9 punti che dobbiamo fare nostri in un trittico di partite di cui, quella di ieri, probabilmente, era la più leggera.
Ma bisogna guardare anche gli aspetti negativi, bisogna farlo soprattutto nei momenti di gioia in cui è più facile fare un’autocritica positiva e scevra da ogni rosicamento o reazione di pancia. La nostra è una squadra forte, molto forte, ma fragile. Gli errori difensivi e i gol presi per disattenzioni in questa prima fase di campionato sono tanti.
Ed è una fragilità che non dobbiamo nascondere, sia perché va assolutamente corretta, sia perché, a pensarci bene, questa fragilità è la nostra forza, o, quanto meno, la nostra forza la e ivela.
Infatti è diventata ormai una triste abitudine andare sotto a inizio partita.
Così come è diventata una piacevolissima abitudine riprenderla, e spesso ribaltarla.
Questo rivela la nostra virtù e la nostra voglia. La voglia di certi uomini, prima che calciatori che, a differenza talvolta di chi ha indossato la nostra maglia in passato e capita di ritrovarci davanti, suda la maglia e mette tutto in campo, che può essere sufficiente o no per raggiungere la vittoria, ma è tutto. Questa voglia che si inserisce in una sinergia speciale che è nata tra tifosi e squadra, ritratta nella cartolina di ieri: il nostro capitano, casaranese, Matteo Leggittimo, in piedi sulla grata a fomentare i tifosi. Matteo ora scendi però e non farti male, perché ci servi in campo.
Serve la tua esperienza lì dietro.
Così come ci serve SEMPRE questo Ganfornina, ieri determinante.
Perché le fragilità, che rivelano le nostre virtù, devono essere corrette, affinché le nostre virtù non siano represse dalle nostre fragilità.
Corrette affinché la voglia di questi ragazzi, la sinergia con noi tifosi non vadano sprecati. Affinché ora che tutto si è incasellato al posto giusto niente venga lasciato al caso.
E poi….sarà quel (C)he sarà!
PS. Avete sentito Nicola Loiodice ieri? mercoledì riempiamo il Capozza!!!
Gabriele Danese

