L’immagine della prima giornata di campionato andata in scena al Capozza non è l’immagine del rigore portato a segno da Nicola Loiodice.
Non è nemmeno il termometro che segna una temperatura da 39 agosto, piuttosto che da 8 settembre, e che segna la prova della resistenza di giocatori e tifosi alle condizioni climatiche più ardue.
Magari l’immagine di questa giornata potrebbe essere la curva. Una curva finalmente unita e brulicante, rimpolpata da una campagna abbonamenti da record e che più che i ritrovati entusiasmo e fiducia nei risultati prettamente sportivi, dimostra piuttosto una ritrovata voglia di fare le cose a modo NOSTRO, e soprattutto Uniti.
Una curva in cui non a caso è tornato il roboante verso di quella pantera, che più che l’eco del passato è il ruggito del presente e il graffio del futuro.
L’immagine della giornata non è nemmeno la pantera della CUSP, e nemmeno il “bentornata curva nord” esposto in gradinata.
L’immagine della giornata è la gente affacciata al balcone per vedere la partita.
Perché in quest’immagine ci sono le conseguenze di tutto il resto.
L’unione di intenti di tutte le componenti, società e tifo, che rendono quel Capozza non centrale solo quando si parla di viabilità e permessi agli ospiti, ma centrale quando si parla di comunità.
Una comunità che, se le cose funzionano soprattutto sui gradoni più che sul campo di gioco, non può che sentirsi inesorabilmente attratta dal magnete di quest’entusiasmo. Un entusiasmo che da quello stadio “troppo nel paese”…nel paese si espande, e arriva nei vicoli, e arriva sui balconi dove, non pagante (Presidente Filograna non se ne dispiaccia), questa comunità arraffa un po’ di quell’entusiasmo a tinte rossazzurre…e siamo solo all’inizio!
Gabriele Danese

