E poi uscimmo a riveder le stelle

Domenica. Sono le 17. Casarano Gravina è già finita da un po’. Sono un povero fuorisede e relegato in quel di Roma non mi è possibile stare in mezzo al popolo rossoazzurro nell’abbraccio al compianto Gigi Toma sotto la curva nord.
Così provo ad ammazzare il tempo, e guardo Altamura-Andria. Gli occhi fissi sul cronometro nel realizzarsi di una domenica perfetta.
Poi i tre fischi, e si va a guardare il tabellone. Era da un po’ che non lo facevo. Mi ero ripromesso di non farlo. Era troppa la delusione dopo l’ormai abituale crollo rossoazzurro di metà stagione. Troppo masochista andare a guardare la classifica di domenica in domenica. Rincorrendo quei sogni chiusi nel mio cassetto da fuorisede e acCresciuti in 17 (tanti quelli del sottoscritto dalla prima volta sui gradoni) anni di spasmodica attesa di quell’obiettivo che facciamo fatica a pronunciare.
La mia speranza non si era riacCesa neanche dopo Nardó, nonostante la gioia nel Cuore di vedere il nostro settore così pieno.
Poi arriva la vittoria col Gravina e l’istinto dopo aver visto il pareggio dell’Altamura di andare a vedere quella classifica. Di sbirciare timidamente il tabellone. E lì
Lo stupore di vedere questa domenica gli astri allinearsi sull’asse galattico Altamura-Gallipoli-Martina.
Per istinto sono riuscito a vedere l’assist rossoazzurro che ci ha fatto il destino questa domenica. E da qui l’illuminazione.
Quante volte in questi anni abbiamo pensato di essere vittime di una maledizione che ci vedeva fallire nonostante l’evidenza di essere sulla carta i più forti. Quante volte me la sono presa col destino avverso, con la sorte.
Eppure questa domenica il destino ci ha fatto quest’assist. Proprio prima di una doppia sfida che ci vedrà impegnati prima con il Martina e poi con l’Altamura.
Forse è il caso di finirla di essere i più forti e iniziare a essere i più bravi.
Forse è il caso di prendere in mano il nostro destino e spingere noi tifosi la palla in rete nelle prossime due partite com’è successo su quella punizione a Nardó (il settore gremito dietro rajkovic a sospingere la palla in gol).
È il caso di concretizzare l’assist del destino e non lasciare tutto…al caso.
Nelle prossime due partite si scrive il nostro futuro…che rimanga la firma di tutti!

Gabriele Danese