La storia siamo noi nessuno si senta offeso


“La storia siamo noi nessuno si senta offeso” cantava De Gregori. Questi versi mi è capitato spesso di associarli al Casarano, ma soprattutto al popolo casaranese. Quello rossoazzurro. “Nessuno si senta offeso”, proprio nessuno, soprattutto chi viene appositamente a darci dei rinnegati, e a insultarci nei momenti difficili, dopo aver paventato la scarsa considerazione nei nostri confronti.
Ma quello che sfugge è proprio questo: la nostra piccolezza è la nostra forza. Un paese di 20.000 abitanti con un glorioso passato e un attuale limbo calcistico, che sembra non finire mai, che ogni domenica, nonostante tutto, cerca il suo riscatto su un campo verde.
Ma soprattutto sugli spalti. Dove la nostra piccolezza diventa la nostra forza, ovvero diventa la nostra forza l’orgoglio di non diventare vassalli della storia di qualcun altro, ma di mettercela tutta per costruircela noi la nostra Storia. Di continuare a farlo.
E lo faremo anche domani. Davanti agli amici granata che quell’orgoglio l’hanno sempre rispettato. L’orgoglio che porta a muovere oltre 500 persone dopo una settimana in cui quel cuore rossassurro fibrotico e scompensato ha quasi rischiato di fermarsi per il crepacuore causato dalla ormai abituale crisi di mezza stagione. Eppure batte ancora. Nonostante tutto. Perché “la storia siamo noi” e lo siamo perché abbiamo scelto di esserlo. Perché abbiamo preso in mano il nostro destino. E perché continiumo a farlo.

E perché lo faremo anche domani.
“La Storia siamo noi” e domani lo si vedrà.
E lo dovranno vedere coloro che i colori di quella storia li hanno presi in prestito scendendo in campo. Coloro che quella storia la devono difendere.
Hegel guardando Napoleone affermò di aver visto “La storia passare a cavallo”. Domani i nostri giocatori dovranno vedere la storia cantare in un settore. Gremito.

E dovranno agire di conseguenza. Perché “è per questo che la storia dà i brividi: perché nessuno la può fermare”.

Gabriele Danese