Sicut serpentes

Faceva freddo Domenica. Un freddo climatico e un freddo emozionale, sugli spalti. La classica domenica post-natalizia in cui l’inverno si è privato del suo aspetto più scintillante, luminoso e caldo delle feste, e in cui il divano dopo il pranzo della domenica…chiama. Eppure c’è un’altra chiamata, quella dei gradoni, l’ineluttabile condanna che costringe una città intera, di generazione in generazione a volgere lo sguardo a quello stadio, “dentro al centro abitato”, qualcuno dice…come un cuore, nel corpo. la condanna per tanti al freddo nelle ossa. E al freddo nel cuore, dopo una partita difficile e diciamolo, brutta; il freddo dello sconforto, della rabbia per un’occasione sprecata. Eppure…eppure c’è sempre quell’eppure. Quell’eppure dettato da quello stesso cuore che…eppure batte ancora quando vede quei colori. E batte perché non può smettere di crederci.
Batte perché sa che sono lontane le giornate soleggiate, e le notti miti davanti agli spogliatoi…gli sventolii di bandiere…l’entusiasmo da alta classifica.
Ma il Casaranese è previdente, è prudente “sicut serpentes”, e nelle giornate calde un po’ di quell’entusiasmo, che i più prudenti (e forse scaramantici) di tutti volevano calmare, l’ha messo da parte, per quando sarebbe arrivato il freddo.
….EPPURE…al freddo…del quarto posto, di una domenica fredda, di una partita brutta…il nostro cuore a sangue freddo “sicut serpentes” batte ancora.
Facciamolo battere all’unisono.
Siamo lì…siamo ancora lì e siamo pronti a lottare. Crediamoci!